LA MUSICA HOUSE

La musica house nasce nelle discoteche di Chicago nella prima metà degli anni ottanta e fortemente influenzata dalla disco music e da elementi del funk dei tardi anni settanta. Il nome house deriva dal Warehouse, storico locale di Chicago, il cui dj resident Frankie Knuckles, soprannominato The Godfather of House, è riconosciuto come il creatore.

Questo genere è caratterizzato da una metrica in 4/4 con cassa in battere su ogni quarto, arricchita a volte da figurazioni ritmiche più elaborate. Una presenza fissa è lo “snare” (rullante) sui battiti pari e un “hat” (piatto) in controtempo, per accompagnare giri di basso in una o due battute. Il basso può essere acustico, elettrico o anche sintetico. Questa sezione ritmica è la base per la parte melodica, che è composta diversamente a seconda dei generi ma che ha elementi comuni come la presenza di semplici fraseggi melodici di pianoforte, chitarre acustiche o elettriche funky o jazz. In media le canzoni house sono suonate intorno ai 125-130 bpm.

In Europa la musica house iniziò a diffondersi nella seconda metà degli anni Ottanta in Inghilterra. Nel 1987 Marshall Jefferson, Frankie Knuckles, Adonis e Larry Heard fecero un tour in Gran Bretagna, dopo il grande successo da classifica di alcune tracce della Chicago House. Nel frattempo anche a Ibiza, già nota da fine anni settanta per la sua vita notturna, il nuovo suono di Chicago si era diffuso in numerose discoteche come l’Amnesia, dove veniva suonato in feste all’aria aperta e accompagnato dall’assunzione di ecstasy, droga che divenne simbolo delle discoteche.

Nel 1991 a Londra si inaugurerà il Ministry of Sound, il cui sound system era stato progettato su ispirazione del Paradise Garage, e che con gli anni diventerà una delle discoteche più famose del Mondo per la cultura della House e della Dance. Diversi anni dopo, nel 1999, viene aperto a Londra un altro noto locale specializzato in questo genere: il Fabric, una discoteca con delle tecnologie all’avanguardia, come i trasduttori nella pavimentazione in grado emettere le basse frequenze della musica.

Nei primi anni novanta la house si diffuse in tutta Europa e, fondendosi con altri generi musicali, diede vita a una serie di derivazioni. Brani come Rhythm is a Dancer degli Snap!What is Love di Haddaway, segnarono l’ascesa nelle classifiche del nuovo genere. In questo periodo infatti le discoteche iniziarono a “specializzarsi” in un certo tipo di musica dance (eurodance, techno, house), attirando al loro interno una determinata fascia di pubblico appassionato per ogni tipo di musica da discoteca.

Altri importanti sottogeneri sono, la già citata Garage House, diffusa soprattutto negli USA, la Latin house (lanciata da Little Louie Vega nei primi anni novanta), nata dall’unione tra house music e sonorità latino americane. Particolare menzione merita anche la French house, nata a fine anni novanta con nomi importanti sono i Daft Punk, Dimitri from Paris o gli Africanism, di cui fa parte Bob Sinclar, che alla fine degli anni 2000 riporterà la musica house nelle classifiche internazionali arricchendola di contaminazioni Dancehall. Dai primi anni 2000 l’house assurge a vera e propria musica da tormentone, tra i successi più significativi dell’ultimo decennio menzioniamo “Another Chance” (2001) di Roger Sanchez e “The weekend” di Michael Gray (2004).

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