ADDIO PRIVACY, CON LA SMART TV

Durante la smentita di Samsung riguardante il sistema di controllo vocale dei suoi Smart TV, in Australia gli utenti lamentano la comparsa di pagine pubblicitarie durante l’uso degli apparecchi, il costruttore dice si tratti di un’errore tecnico.

Il sistema integrerebbe la pubblicità ai contenuti visualizzati dallo schermo di alcuni utenti.

Non fa in tempo ad essere dimenticata la polemica sulla policy del trattamento riservato della privacy degli utilizzatori, per la quale Samsung si è attivata anche tramite il proprio blog ufficiale, in modo da far luce sulla questione del metodo di acquisizione delle conversazioni degli spettatori e la cessione delle stesse a terze parti in modo che vengano rese utili allo studio dell’operatività del sistema del controllo vocale.

Il televisore è infatti dotato di due microfoni e vengono usati in due casi:

1) Quello di ricevere  predeterminati comandi per il quale non viene ne registrata ne trasmessa a terze parti.

2) Quello di soddisfare le ricerche formulate dagli utilizzatori, come ad esempio la lista della programmazione televisiva, la quale è elaborata da terzi, e viene quindi registrata e trasmessa per l’elaborazione.

La policy è stata spiegata e divulgata con piu chiarezza per far risaltare che i microfoni messi in ascolto nelle Smart TV servono solo ed esclusivamente all’interfaccia di input, ed esclusivamente su richiesta dello spettatore, e che l’azienda terza coinvolta nell’elaborazione delle richieste è la Nuance Communications, sottolineando che è possibile disabilitare la funzione.

Di fatto, sulla nostra privacy, la situazione non è cambiata affatto, ma per i comandi vocali piu articolati non si può fare altrimenti.

Sulla rete sono apparse testimonianze e lamentele di alcuni spettatori di suddette TV, ai quali sarebbero stati iniettati spot pubblicitari, a detta degli utenti, in correlazione con i contenuti salvati su dischi di memoria esterni, e usufruiti sullo schermo tramite l’applicazione “Plex”, altre segnalazioni simili sono state postate anche sui forum del servizio Foxtel TV, che vende pacchetti di intrattenimento ai telespettatori australiani.

Ad intervalli variabili, lo schermo degli spettatori coinvolti si bloccavaper proporre un passaggio pubblicitario dedicato a Pepsi.

Televisione Spia

Sia Foxtel che l’app Plex hanno dichiarato la propria estraneità ai fatti. Gli spettatori, nel mentre, hanno trovato la soluzione per interrompere i passaggi pubblicitari: è necessario revocare il consenso alla Yahoo Privacy Policy attraverso il menù dedicato alla piattaforma Smart Hub. Cosi come è stato per le apparizioni di popup precedentemente segnalate nel mese di gennaio alle quali Samsung aveva risposto giustificando essere stato colpa delle partnership dedicate allo sviluppo di “funzioni che permetteranno ai consumatori di scegliere di godere di un home entertainment di nuova generazione”, funzioni che però, per ora, non prevedono l’adesione dell’utente. In attesa di sviluppare una schermata dedicata all’opt-in in collaborazione con Yahoo, Samsung offriva una guida all’opt-out identica a quella segnalata ora dai consumatori.
La divisione australiana di Samsung è ora intervenuta per offrire le proprie scuse agli utenti locali, gli unici ad aver sofferto del problema, “risultato di un errore creato da un recente aggiornamento software non previsto per il mercato australiano” e ora risolto: l’azienda ha altresì comunicato che non intende proporre questo tipo di pubblicità in Australia.

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