Stare sempre al telefono è una mania. E’ come se ci fosse un secondo mondo (virtuale), dove qualcuno indirettamente apprezza ciò che fai. Se qualcuno è d’accordo ciò che pubblichi, automaticamente l’autostima sale sempre di più. Cerchi di seguire la massa per sentirti accettato e al passo coi tempi, ma se non ricevi alcun tipo di aggiornamento, ti senti demotivato,ansioso, “depresso”. Alcune persone ti dicono” Staccati da quel telefono che sembri un drogato!” ed hanno ragione: ammetto di essere dipendente e ammetto che vorrei abbandonare il mondo virtuale in qualche modo, solo che non ci riesco. Mi sento apprezzata, a contatto con tutti, anche piene di attenzioni. Mi piace parlare con gente che manco conosco, dove nella realtà non ne sapevo manco l’esistenza e forse non avrò mai la possibilità di conoscere gente. Mi piace sapere il pensiero della gente al riguardo di ciò che pubblicano. Mi piace leggere notizie e pensieri di gente che sta dall’altra parte del mondo dove li condivide nei social network. Insomma, tutto ciò mi fa stare bene, ma in un modo sbagliato perchè non è realtà soggettiva, ma è una realtà virtuale.
Non sono l’unica che sta sempre attaccata al telefono, ammettiamolo. E’ una mania che lega la maggior parte di noi. Ogni volta che esco, ho sempre l’impulso di guardare il telefono per essere “aggiornata” e ho sempre pensato che il mio comportamento sia stato sempre normale. Vedo in giro dei gruppi d’amici che passano la maggior parte del tempo al telefono, inviando messaggi tramite Whatsapp e pubblicando i selfie nei social network. I rapporti sociali di prima vanno sempre di più a svanire, dove la comunicazione va a inebriarsi nell’aria: non c’è più occasione di incontro. Personalmente non mi sento una persona apposto: il telefono è diventato un’oggetto multiuso e ciò mi crea una vera droga. Non faccio mai nulla per darmi una regolata, perchè, da un punto di vista soggettivo, il treno per “migliorarsi” è già partito senza di me. Non ho la buona volontà di smettere, come un fumatore vorrebbe smettere definitivamente. Mi sono sempre chiesta ” Se i social network, ad un certo punto, chiudessero definitivamente, cosa farei?”. Stando su questa realtà virtuale giorno e notte, il valore della vita, che si aveva negli anni precedenti, col tempo va a svanire sempre di più. Il nichilismo prevale molto su questa mania, dove si pensa solo alle cose superficiali piuttosto che avere pensieri “fissi” sulle vere ragioni e gli insegnamenti che la vita ti da.

